Auto Elettriche a Noleggio Lungo Termine

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Come si usa una vettura elettrica
Pur considerando che occorre un breve periodo di adattamento e che l’autonomia residua è più importante del serbatoio di benzina o gasolio in riserva, una vettura elettrica si usa come e meglio di una con motore a combustione interna.
Dimenticatevi di dover scegliere tra cambio manuale o automatico perchè le elettriche sono solo automatiche, nel senso che il cambio non è presente , sostituito da un riduttore a rapporto fisso che trasmette potenza alle ruote. Dimenticatevi quindi anche della frizione e dello stress che comporta azionarla. La vettura elettrica non fa rumore e non stressa il guidatore ma richiede sempre la sua massima attenzione nell’uso.
Abbiamo detto che il cambio è “automatico” per cui abbiamo, semplicisticamente, un “marcia avanti” e “marcia Indietro”, la posizione “folle” e quella di parcheggio; davvero semplice.
Il quadro strumenti , almeno per il momento, non differisce molto dai soliti , tranne che per gli importanti indicatori di autonomia residua.
Nelle vetture elettriche ci sono tutti i sistemi di sicurezza più moderni, c’è il climatizzatore, c’è la radio, il bluetooth, le prese USB etc. etc..
Tranquilli , nelle elettriche c’è anche più di quello che siete abituati a vedere nelle vetture con i motori a combustione interna.
Per quanto riguarda le prestazioni c’è da rimanere più che soddisfatti perchè le accelerazioni sono davvero emozionanti e anche la velocità è più che appagante, di sicuro va ben oltre i limiti di legge.
Vi abituerete a frenare poco perchè il freno motore è molto incisivo, per recuperare energia da immagazzinare e quindi, per esempio nel traffico, arriverete ad usare solo il pedale dell’acceleratore.
Conviene perchè
Conviene certamente per l’ambiente.
Anche se la produzione dell’energia deriva in gran parte, ancora da carboni fossili, sarà sempre più prodotta da fonti rinnovabili e solo l’aumento del numero di vetture elettriche circolanti innescherà il processo. Non va poi dimenticato che, chi può, ha la possibilità di installare una fonte rinnovabile privata (fotovoltaico o eolico) per prodursi l’energia necessaria a ricaricare le batterie della propria vettura.
Una veicolo elettrico non usa carburante e non emette CO2 dallo scarico, anche perchè ne è sprovvisto.
Rispetto ad un veicolo ibrido , anche tra i più ecologici, un veicolo 100% elettrico non produce emissioni (emissioni zero).
In confronto ad un motore a combustione interna, un veicolo elettrico è molto più efficiente infatti, mentre la conversione in movimento dell’energia prodotta da un motore termico è di circa il 35% (il 65% si disperde in calore) , un motore elettrico trasforma quasi il 90% dell’energia consumata in movimento.
Chi usa la vettura prevalentemente in città o comunque non percorre più di 200km al giorno, può scegliere la mobilità elettrica senza preoccupazioni di autonomia e preserva l’ambiente.
Una vettura o veicolo elettrico, conviene noleggiarlo con Finrent.
Come si ricarica
Allo standard CCS (Combined Charging System), promosso come protocollo europeo per ricaricare veicoli elettrici, si stanno adeguando molti costruttori e dovrebbero via via adeguarsi tutti.
A titolo di esempio, a questo protocollo si è allineata Jaguar, per la sua E-Pace ed anche Audi per la e-tron ma anche BMW e Volkswagen. Si tratta del protocollo CCS Combo 2 con il quale , in base alla predisposizione del veicolo da caricare, consente la ricarica in corrente continua o alternata.
L’unico costruttore che ha scelto un protocollo diverso è TESLA che ha adottato il suo supercharged.
Ricaricare a casa
Un veicolo elettrico sosta nel box o nel posto auto per diverse ore ogni giorno (pensate alla notte), condizione ideale per ricaricare lentamente le batterie e trovarle cariche la mattina seguente anche per questo è normale che il metodo più comune che viene in mente a tutti coloro che stanno pensando di noleggiare un veicolo elettrico è certamente quello di utilizzare la rete domestica.
Non sono necessarie autorizzazioni così come quando ricaricate un qualsiasi elettrodomestico.
Bisogna tenere presente che le normali prese di corrente che abbiamo a casa o nel BOX non sono state progettate e quindi costruite per sostenere una erogazione di corrente per tante ore per cui se le utilizzassimo si danneggerebbero con rischio grave. Facciamo sempre attenzione alla sicurezza che deve essere sempre il primo dei pensieri e predisponiamo un punto di ricarica sicuro con l’installazione di una presa CEE industriale , certamente più robusta e facilmente installabile da un qualsiasi elettricista.
La migliore soluzione per poter ricaricare a casa propria è quella di chiedere l’aumento di potenza (almeno 7kW) o anche quella di far installare un contatore dedicato. Avendo una potenza di almeno 7kW è consigliabile installare una Wallbox con relativa presa CEE industriale, si tratta di una piccola stazione di ricarica che è possibile ottenere nello stesso contratto di noleggio.
Ricaricare con le colonnine
La installazione di colonnine è in continua crescita sia da parte di ENEL che di altri operatori. La loro presenza aumenta a ritmo sostenuto con prevedibile larga diffusione nei prossimi mesi.
Ci sono più tipi di colonnine, le differenze sono sostanzialmente nella potenza che va dai 3/6 kW a corrente alternata (simil domestiche) ai 22/25 kW (modo3 a corrente alternata) o 44/50 kW (modo4 a corrente continua) per arrivare fino a 150 kW (supercharged a corrente continua e al momento destinate solo alle TESLA).
Quelle con potenza tra 50 e 22 kW consentono una ricarica completa in tempi che oscillano tra 30 minuti a 2 ore (dipende dalla potenza ma anche dalla capacità di assorbimento della vettura da ricaricare).
Teniamo presente che la capacità di assorbire kW dipende dal caricabatteria di cui è munita la vettura e non tutte hanno la stessa capacità.
Ad esempio, se colleghiamo una vettura con caricabatteria che assorbe massimo 3,5 kW ad una stazione di ricarica (domestica o colonnina che sia) che ha una potenza di 10 kW, caricheremo a 3,5 kW, allo stesso modo, se colleghiamo una vettura con caricabatteria che assorbe massimo 10 kW ad una stazione di ricarica (domestica o colonnina che sia) che ha una potenza di 3,5 kW, caricheremo a 3,5 kW. Quando i due valori sono diversi, predomina sempre il valore minore.
In ogni caso non bisogna preoccuparsi di verificare nulla perchè è in automatico che la ricarica avverrà alla potenza che riesce ad assorbire la vettura da ricaricare. Da considerare che è possibile incamerare una ricarica parziale, che consente di avere un’autonomia di almeno 50km, anche in pochi minuti.
Quanto costa ricaricare
Dipende, ad oggi , se ricarichiamo da una presa domestica, il costo dipende dal piano tariffario che abbiamo ma in media ci vogliono circa 5€ per incamerare una autonomia di circa 100km. Le colonnine offrono condizioni diverse che possono variare da 0,025€ per kWh a circa 0,40€ per kWh, dipende molto dal tipo di offerta e dalla tariffa che applica il gestore di energia.
E’ possibile fare degli abbonamenti flat o a consumo che offrono condizioni molto convenienti.
Per quanto riguarda il pagamento di una ricarica effettuata presso colonnina pubblica o privata, può essere effettuato con carta di credito o con la card del gestore con il quale si è fatto l’abbonamento oppure utilizzando una delle app dedicate.

Brevi cenni di storia della mobilità elettrica
Non tutti sanno che risale al periodo che va dal 1832 ed il 1839 la produzione e commercializzazione dei primi embrionali tipi di veicoli (carrozze) spinti da un motore alimentato a batterie. Negli anni successivi risulta che ci fu un miglioramento degli accumulatori e questo favorì la diffusione , in particolare in Francia e Gran Bretagna.
Alle soglie del 1900, appena prima che iniziassero a prendere il sopravvento le inquinanti motorizzazioni a combustione interna, i veicoli a propulsione elettrica potevano vantare molti record di velocità e di autonomia. Un record da segnalare è certamente quello raggiunto dal prototipo a forma di razzo di Camille Jenatzy che superò i 100 km/h, mentre i veicoli elettrici di uso comune si attestavano su circa 30 km/h, una velocità di tutto rispetto per quei tempi.
Nei primi del 1900 i veicoli elettrici vendevano più di quelli a combustione interna ma, limiti tecnologici e costi delle batterie determinarono il oro declino a vantaggio delle più potenti motorizzazioni a combustione interna.
La prima vettura elettrica , capace di raggiungere 95 km/h di velocità , risale al 1958 ad opera della Henney Kilowatt. Vale la pena citare anche la Fiat Panda elettra, una normale Panda ma a soli due posti perchè tutto il vano posteriore era occupato dalle batterie.
Il futuro è certamente elettrico e la tecnologia sviluppata dalle attuali case automobilistiche ci consente, già oggi, di scegliere tra diversi modelli con autonomie sempre crescenti.