Noleggio a lungo termine auto elettriche

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Come si usa una vettura elettrica
Pur considerando che occorre un breve periodo di adattamento, una vettura elettrica si usa come e meglio di una con motore a combustione interna. Dimenticatevi di dover scegliere tra cambio manuale o automatico perchè le elettriche sono solo automatiche, nel senso che il cambio non è presente , sostituito da un riduttore a rapporto fisso che trasmette potenza alle ruote. Dimenticatevi quindi anche della frizione e dello stress che comporta azionarla. La vettura elettrica non fa rumore e non stressa il guidatore. Abbiamo detto che il cambio è “automatico” per cui abbiamo, semplicisticamente, un “marcia avanti” e “marcia Indietro”, la posizione “folle” e quella di parcheggio; davvero semplice. Nelle vetture elettriche ci sono tutti i sistemi di sicurezza più moderni, c’è il climatizzatore, c’è la radio, il bluetooth, le prese USB etc. etc.. Tranquilli , nelle elettriche c’è anche più di quello che siete abituati a vedere nelle vetture con i motori a combustione interna..
Conviene perchè: 7 buoni motivi per passare all'elettrico di Finrent

Preserva l'ambiente: Anche se la produzione dell’energia deriva in gran parte ancora da carboni fossili, sarà sempre più prodotta da fonti rinnovabili. Solo l’aumento del numero di vetture elettriche circolanti innescherà il processo. Non va poi dimenticato che, chi può, ha la possibilità di installare una fonte rinnovabile privata (fotovoltaico o eolico) per prodursi l’energia necessaria a ricaricare le batterie della propria vettura.

Zero emissioni: Un veicolo elettrico non usa carburante e non emette CO2 dallo scarico, anche perchè ne è sprovvisto. Rispetto ad un veicolo ibrido , anche tra i più ecologici, un veicolo 100% elettrico non produce emissioni.

Motore più efficiente: in confronto ad un motore a combustione interna, un veicolo elettrico è molto più efficiente infatti, mentre la conversione in movimento dell’energia prodotta da un motore termico è di circa il 35% (il 65% si disperde in calore) , un motore elettrico trasforma quasi il 90% dell’energia consumata in movimento.

Ingresso libero nelle ZTL: le auto elettriche non sono chiamate al rispetto delle limitazioni di traffico presenti nei centri delle grandi città.

Parcheggio gratuito sulle strisce blu: i parcheggi delimitati da linee blu, tipicamente a pagamento, sono gratis per i mezzi elettrici.

Massima disponibilità, minimi costi: la gamma e la varietà dei modelli elettrici, proposti da tutte le case automobilistiche, è in costante crescita. Di pari passo, i costi diventano sempre più convenienti e comparabili a quelli dei veicoli termici (benzina o diesel).

Soddisfazione del driver: gli EV-driver sono molto più soddisfatti: la guida è silenziosa e più divertente. Le accelerazioni sono davvero emozionanti e la velocità è più che appagante, di sicuro va ben oltre i limiti di legge. Vi abituerete a frenare poco perchè il freno motore è molto incisivo, per recuperare energia da immagazzinare e quindi, per esempio nel traffico, arriverete ad usare solo il pedale dell’acceleratore.

Come si ricarica
Le vetture FULL electric non hanno limiti e la paura di finire la carica della batteria è solo psicologica. Con le batterie totalmente cariche, l’autonomia media è di 300km. Considerando che la media chilometrica annuale che si percorre è di 15000km, significa che ogni giorno si percorrono in media 45km per non ci sono problemi di autonomia.
Allo standard CCS (Combined Charging System), promosso come protocollo europeo per ricaricare veicoli elettrici, si stanno adeguando molti costruttori e dovrebbero via via adeguarsi tutti.
A titolo di esempio, a questo protocollo si è allineata Jaguar, per la sua E-Pace ed anche Audi per la e-tron ma anche BMW e Volkswagen. Si tratta del protocollo CCS Combo 2 con il quale , in base alla predisposizione del veicolo da caricare, consente la ricarica in corrente continua o alternata.
L’unico costruttore che ha scelto un protocollo diverso è TESLA che ha adottato il suo supercharged.
Ricaricare a casa o in Azienda
Tutti coloro che hanno un garage privato e in uso esclusivo o un’azienda in cui possono disporre di posti auto di proprietà e in uso esclusivo, possono installare un punto di ricarica dedicato. Il punto di ricarica ideale per i privati o professionisti che dispongono di un garage è certamente la WALLBOX. Si tratta di un sistema molto piccolo che si applica a parete e trasforma la normale presa di corrente in una stazione di ricarica.
Considerando che una normale abitazione dispone di 3kW (chilowatt), per velocizzare la ricarica, sarebbe preferibile fare un contratto ad hoc con il proprio operatore di energia elettrica, facendo installare un contatore dedicato con potenza di 7kW (chilowatt). È importante però sottolineare che la WALLBOX collegata allo stesso contatore domestico deve essere munita di Home Balance.
In questo modo, quando si ricarica la vettura elettrica, la WALLBOX utilizzerà solo una parte dei consueti 3kW, lasciando una parte della potenza a servizio delle utenze domestiche.
Tenere presente che, di solito, la ricarica della vettura elettrica avviene durante le ore notturne. Facciamo sempre attenzione alla sicurezza che deve essere sempre il primo dei pensieri e predisponiamo un punto di ricarica sicuro con l’installazione di una presa CEE industriale, certamente più robusta e facilmente installabile da un qualunque elettricista.
Il punto di ricarica ideale per le aziende è certamente la colonnina da 22kW (32A - 400V trifase)
Queste possono avere due prese di ricarica o una soltanto.
Se si collegano due vetture in contemporanea, la tensione di ricarica sarà divisa. La installazione di colonnine è in continua crescita sia da parte di ENEL che di altri operatori.
Ci sono più tipi di colonnine, le differenze sono sostanzialmente nella potenza che va dai 3/6 kW a corrente alternata (simil domestiche) ai 22/25 kW (modo3 a corrente alternata) o 44/50 kW (modo4 a corrente continua) per arrivare fino a 150 kW (supercharged a corrente continua e al momento destinate solo alle TESLA). Quelle con potenza tra 50 e 22 kW consentono una ricarica completa in tempi che oscillano tra 30 minuti a 2 ore (dipende dalla potenza ma anche dalla capacità di assorbimento della vettura da ricaricare). La capacità di assorbire kW dipende dal caricabatteria di cui è munita la vettura e non tutte hanno la stessa capacità.
Ad esempio, se colleghiamo una vettura con caricabatteria che assorbe massimo 3,5 kW ad una stazione di ricarica (domestica o colonnina che sia) che ha una potenza di 10 kW, caricheremo a 3,5 kW; allo stesso modo, se colleghiamo una vettura con caricabatteria che assorbe massimo 10 kW ad una stazione di ricarica (domestica o colonnina che sia) che ha una potenza di 3,5 kW, caricheremo a 3,5 kW.
Ormai le WALLBOX o anche le colonnine vengono offerte da tutti gli operatori e non è affatto difficile fare una richiesta a questi operatori per farsene installare una nel proprio garage o in azienda.

Ricaricare con le colonnine
La installazione di colonnine è in continua crescita sia da parte di ENEL che di altri operatori. La loro presenza aumenta a ritmo sostenuto con prevedibile larga diffusione nei prossimi mesi.
Ci sono più tipi di colonnine, le differenze sono sostanzialmente nella potenza che va dai 3/6 kW a corrente alternata (simil domestiche) ai 22/25 kW (modo3 a corrente alternata) o 44/50 kW (modo4 a corrente continua) per arrivare fino a 150 kW (supercharged a corrente continua e al momento destinate solo alle TESLA).
Quelle con potenza tra 50 e 22 kW consentono una ricarica completa in tempi che oscillano tra 30 minuti a 2 ore (dipende dalla potenza ma anche dalla capacità di assorbimento della vettura da ricaricare).
Teniamo presente che la capacità di assorbire kW dipende dal caricabatteria di cui è munita la vettura e non tutte hanno la stessa capacità.
Ad esempio, se colleghiamo una vettura con caricabatteria che assorbe massimo 3,5 kW ad una stazione di ricarica (domestica o colonnina che sia) che ha una potenza di 10 kW, caricheremo a 3,5 kW, allo stesso modo, se colleghiamo una vettura con caricabatteria che assorbe massimo 10 kW ad una stazione di ricarica (domestica o colonnina che sia) che ha una potenza di 3,5 kW, caricheremo a 3,5 kW. Quando i due valori sono diversi, predomina sempre il valore minore.
In ogni caso non bisogna preoccuparsi di verificare nulla perchè è in automatico che la ricarica avverrà alla potenza che riesce ad assorbire la vettura da ricaricare. Da considerare che è possibile incamerare una ricarica parziale, che consente di avere un’autonomia di almeno 50km, anche in pochi minuti.

Quanto costa ricaricare
Ad oggi, se ricarichiamo da una presa domestica, il costo dipende dal piano tariffario che abbiamo ma in media sono necessari circa 5€ per incamerare un’autonomia di circa 100km. Le colonnine offrono condizioni diverse che possono variare da 0,025€ per kWh a circa 0,40€ per kWh, dipende molto dal tipo di offerta e dalla tariffa che applica il gestore di energia. Alcune località sono servite quasi esclusivamente da un unico operatore (che il più delle volte è Enel o un’altra società di distribuzione elettrica municipalizzata). Alcune municipalizzate sono in partnership con Enel (Es. HERA, Iren, Sifi) altre ancora no (A2A, Alperia, altri): nei casi di partnership le colonnine sono interoperabili con le stesse card, app, ecc. Negli altri casi invece sono richieste ulteriori abilitazioni per accedere al circuito.
È possibile fare degli abbonamenti flat o a consumo che offrono condizioni molto convenienti. Nel caso della mobilità elettrica una larga parte dei veicoli è ricaricato abitualmente da casa e soltanto di rado da colonnina pubblica, in tutti i casi in cui si ricarichi meno di 2000km/anno dalla colonnina pubblica (corrispondenti a circa 2 ricariche al mese) è opportuno evitare abbonamenti flat sebbene spesso presentino offerte allettanti.
Per quanto riguarda il pagamento di una ricarica effettuata presso colonnina pubblica o privata, può essere effettuato con carta di credito o con la card del gestore con il quale si è fatto l’abbonamento oppure utilizzando una delle app dedicate.

Brevi cenni di storia della mobilità elettrica
Non tutti sanno che risale al periodo che va dal 1832 ed il 1839 la produzione e commercializzazione dei primi embrionali tipi di veicoli (carrozze) spinti da un motore alimentato a batterie. Negli anni successivi risulta che ci fu un miglioramento degli accumulatori e questo favorì la diffusione , in particolare in Francia e Gran Bretagna. Alle soglie del 1900, appena prima che iniziassero a prendere il sopravvento le inquinanti motorizzazioni a combustione interna, i veicoli a propulsione elettrica potevano vantare molti record di velocità e di autonomia. Un record da segnalare è certamente quello raggiunto dal prototipo a forma di razzo di Camille Jenatzy che superò i 100 km/h, mentre i veicoli elettrici di uso comune si attestavano su circa 30 km/h, una velocità di tutto rispetto per quei tempi. Nei primi del 1900 i veicoli elettrici vendevano più di quelli a combustione interna ma, limiti tecnologici e costi delle batterie determinarono il oro declino a vantaggio delle più potenti motorizzazioni a combustione interna. La prima vettura elettrica , capace di raggiungere 95 km/h di velocità , risale al 1958 ad opera della Henney Kilowatt. Vale la pena citare anche la Fiat Panda elettra, una normale Panda ma a soli due posti perchè tutto il vano posteriore era occupato dalle batterie. Il futuro è certamente elettrico e la tecnologia sviluppata dalle attuali case automobilistiche ci consente, già oggi, di scegliere tra diversi modelli con autonomie sempre crescenti.


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